Bolivia

La Bolivia, oltre ad essere nota per l’unicità e la bellezza sconfinata dei paesaggi che custodisce, è famosa per stagliarsi ai primi posti nella classifica dei Paesi più poveri del SudAmerica. Ho assaporato questa triste realtà subito dopo aver attraversato l’esile frontiera, che consiste in un ponte su un fiumiciattolo, che separa la città di La Quiaca (ultima città a Nord dell’immensa terra Argentina) da Villazón (prima città a Sud della Bolivia). L’impatto è stato duro come un pugno sferrato con violenza in pieno volto.  Stordito e spaesato, dopo un’attesa di qualche ora sotto un sole cocente, sono riuscito a imbarcarmi su un bus scassato che in circa tre ore, tra ripide salite e successive discese, mi ha catapultato a Tupiza: primo avamposto del turismo boliviano. Accolto da sorrisi sinceri e sciami di “Toritos”, moto-taxi costruiti sulla base del nostrano motocarro Ape, ho approfittato per riposare qualche giorno ed organizzare un piano di scoperta dell’Altipiano Andino boliviano. Fatta la scorta di foglie di Coca, prodotto nazionale masticato anche dai bambini utile per combattere il mal di altitudine, sono pronto per proseguire l’avventuroso Viaggio iniziato mesi fa.

Tupiza

Toritos a Tupiza

La migliore opzione per raggiugere Uyuni e il famigerato deserto di sale è stata quella di aggregarmi a un tour organizzato, che in quattro giorni e tre notti mi farà attraversare a bordo di una jeep 4x4 l’Altipiano Andino costellato di lagune incastonate tra i 4000 – 5000 metri di altitudine sul livello del Mare. La laguna bianca, verde e colorata raggiunte dopo centinaia di chilometri su inesistenti e polverosi percorsi, sprigionano una bellezza paesaggistica mai vista oltre ad essere immensi specchi per vulcani e rifugio per copiose colonie di fenicotteri rosa. Le vette delle montagne si stagliano in un immenso cielo blu che fa da tetto ai 6000 metri e cornice a deserti di pietra e fine sabbia rossa che ricorda pianeti lontani. In compagnia di una bronchite e 39° di febbre, ho sfidato le alture e le temperature sotto zero per tutta la durata del percorso che mi ha condotto vittorioso alla meta: il Deserto di Sale più grande del Pianeta!

Fenicotteri Rosa - Laguna Colorada

Laguna Verde

Albero di Pietra - Deserto di Siloli 

L’alba sull’isola corallina Incahuasi, adornata da cactus dalle dimensioni generose che superano i cinque metri di altezza, è stato il regalo per il mio 46esimo compleanno. Ho combattuto per giorni per donarmi questo spettacolo unico e festeggiare la Vita, che durante questi mesi in Viaggio mi ha fatto rendere conto sempre di più di quanto sia un miracolo da Vivere e non un problema da risolvere. Il sorriso e l’abbraccio sincero di un bambino boliviano unito all’immensità bianca, resteranno per sempre un ricordo indelebile di questo giro attorno al Sole festeggiato lontano da casa, saranno essenza pura per la mia Anima e il miglior dono ricevuto negli ultimi anni.

Salar de Uyuni - Deserto di Sale più Grande del Mondo

I miei Libri nel Salar de Uyuni 

 Isola Incahuasi - Salar de Uyuni 

Il Regalo più bello per il mio 46esimo compleanno 

Giunto a Uyuni, dopo aver visitato il cimitero dei treni, ho trovato la sistemazione adatta che è diventata la tana dove trascorrere la convalescenza al fine di poter curare la bronchite e recuperare le giuste forze per continuare il Viaggio alla scoperta della Bolivia. Una settimana tra riposo totale, farmaci e lunghe dormite ha aperto la scoperta di Potosì. Tra le città più alte del Pianeta, oltre 4000 metri sul livello del Mare, è famosa per la miniera d’Argento più grande del mondo e per lo sfruttamento di quest’ultima da parte dei coloni spagnoli. 

Cimitero dei Treni - Uyuni

Miniera d'Argento - Potosì

 Potosì

Non ancora recuperate le forze al 100%, questa trafficata città con un’evidente povertà, ha contribuito a trascinarmi nei profondi meandri dell’empatia che mi contraddistingue e rende vulnerabile alle sofferenze altrui. Abbandonarla dopo pochi giorni e raggiungere la candida Sucre, dopo un lungo trasferimento notturno, è stato un vero toccasana per Anima e Corpo. La capitale costituzionale della Bolivia, sede del potere giudiziario nazionale, stupisce con le sue chiese e palazzi coloniali di un bianco accecante. La piazza principale di Sucre, fulcro della piacevole vita pulsante, accoglie e sorprende con copiose colonie di colombi ed evoluzioni di ballerini di strada. Protagonista indiscusso della Bolivia, resta il cielo blu sgombro da nuvole, finora il più bello e limpido di tutto il SudAmerica!

Sucre

Sucre

Rigeneratomi e cancellata la bruttura animica indotta da Potosì, ho lasciato con il sorriso sulle labbra e una leggerezza d’animo Sucre per raggiungere La Paz: capitale amministrativa più alta del Mondo situata a 3500 metri sul livello del Mare. Accolto da un traffico caotico e l’immancabile ed evidente povertà, mi sono dedicato alla scoperta degli angoli più piacevoli e dei musei più interessanti di questa metropoli adagiata sull’Altipiano delle Ande. Nativi con abiti tipici e l’immancabile “fagotto” colorato sulle spalle, affollano le piazze e le vie della città che si prepara a festeggiare l’evento popolare annuale più famoso: la Fiesta del Gran Poder.

La Paz

La Paz

Prima di assistere a questa festa tanto attesa dai boliviani, che tra balli e costumi colorati incarna il perfetto sincretismo tra religione cattolica e tradizioni andine, sono andato alla scoperta di due siti megalitici che da anni ho sognato di visitare. Tiwanaku e Puma Punku rappresentano due dei siti ancestrali più enigmatici e misteriosi dell’umanità. Essendo un grande appassionato di Archeologia e Civiltà Antiche dalle sorprendenti conoscenze e capacità costruttive, mi sono profondamente emozionato al cospetto della Puerta del Sol, dei totem di grandi dimensioni ricoperti di iscrizioni e disegni simbolici e del portale principale della città costruita nelle vicinanze del Lago Titicaca. Quante volte ho sognato, dopo aver visitato le Piramidi di Giza, gran parte dei siti archeologici Maya in Messico e le misteriose costruzioni megalitiche custodite dall’arcipelago di Malta; di trovarmi al cospetto di questo miracolo di perfezione astronomica allineato con Equinozi e Solstizi. Le rocce magnetiche di Tiwanaku e le lavorazioni di una precisione millimetrica su rocce granitiche di Puma Punku mi hanno donato un grande piacere mentre il corpo veniva ricoperto da brividi interminabili. Ho salutato questo sito archeologico con il sorriso sulle labbra e la gioia di aver aggiunto alla collezione dei luoghi misteriosi una pietra miliare dei misteri insoluti.

Tiwanaku

Puerta del Sol - Tiwanaku

Tornato a La Paz, mi sono immerso totalmente nei ritmi della festa più pazza della Bolivia. Tra canti, balli in costume, fiumi di birra e profumo di carne e salsicce arrostite, migliaia di persone hanno invaso le vie del centro fino a notte fonda. Rifugiatomi dal caos infernale nella capsula futuristica dalle luci blu, il giorno dopo la grande festa ho abbandonato la metropoli per raggiungere i confini estremi del Nord della Bolivia e rilassarmi sulle sponde del Lago Titicaca. 

Fiesta del Gran Poder - La Paz

Fiesta del Gran Poder - La Paz

Capsule Hostel - La Paz

Capsule Hostel - La Paz

Copacabana mi ha accolto a braccia aperte con la sua atmosfera rilassata, l’aria pulita e il colore infinito del lago navigabile più alto del Pianeta. La totale assenza di traffico intenso e lo scintillio delle acquee che ricoprono misteri persi nelle pieghe infinite del Tempo, mi hanno cullato per diversi giorni e curato totalmente la stanchezza trascinata dalla bronchite accentuata dall’empatia scossa dall’estrema povertà del popolo boliviano. 

 Copacabana

Copacabana

Oltre a godere di indimenticabili tramonti dalle alture panoramiche e dalla spiaggia donati da Copacabana, ho visitato le isole del Sol e della Luna che mi hanno lasciato profondamente sorpreso per la bellezza dei luoghi e la purezza delle acque del lago. Spiagge bianche e rocce scure aprono alla scoperta di templi Incas che affascinano e donano serenità ricordando atmosfere di scene di vita vissuta al ritmo con la Pachamama: la Madre Terra. 

 Tramonto a Copacabana

Isla del Sol - Lago Titicaca

Isla della Luna - Lago Titicaca

Sarei rimasto volentieri altri giorni a godere della bellezza infinità e della tranquillità donata da Copacabana, ma l’avvicinarsi della scadenza del visto turistico di soli 30 giorni e la brama di conoscenza unita alla curiosità di continuare il Viaggio alla scoperta del prossimo Paese, mi ha fatto salutare la Bolivia sereno e soddisfatto.  E’ arrivato il momento di varcare ancora una volta la linea invisibile che separa e classifica l’umanità con bandiere e valute differenti. E’ arrivato il momento di realizzare altri Grandi Sogni racchiusi nella bellissima terra culla della civiltà chiamata Perù! Grazie Bolivia, nonostante tutte le difficoltà che ho dovuto superare attraversandoti, ti porterò per sempre nel mio Cuore.

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