Ecuador

L’Ecuador è una gemma verde costellata da alte vette brontolanti e fumanti che costituiscono la spina dorsale del Paese. Un paese piccolo di dimensioni e grande nella varietà dei paesaggi, nel quale è possibile ammirare un condensato della bellezza custodita dalla terra SudAmericana e degli ambienti che la rendono unica. In Ecuador puoi passare in poche ore dalla Selva Amazzonica alle alte vette delle Ande e concludere il breve Viaggio sulle coste bagnate dell’Oceano Pacifico.  Salutata Mancora e definitivamente il Perù, a bordo di un bus notturno che corre veloce sull’asfalto della Panamericana, arrivo alla frontiera con l’Ecuador nel cuore della notte. La supero senza problemi dopo una fila e qualche ora di normale burocrazia. Il Viaggio continua e dopo diverse ore arrivo a Cuenca all’alba, la prima cittadina ecuatoriana che mi accoglie nel settimo Paese di questo lungo Viaggio in solitaria attorno al Mondo. La bellezza coloniale custodita dalla piazza principale di questa graziosa città, che sorge a 2500 metri sul livello del Mare nel territorio delle Ande, lascia stupiti e culmina nelle cupole di colore blu della cattedrale. Ritorno in altitudine dopo la breve pausa vissuta lungo le coste peruviane ed è piacevole unirsi alla gioiosa atmosfera di festa emessa dalle diverse fazioni politiche che a suon di balli e musica sostengono i candidati alle prossime elezioni. Tra le vie del centro non manca la presenza dei nativi andini che con gli abiti tradizionali regalano colore ed energie ancestrali. 

Cuenca

Cuenca

L’ennesimo trasferimento notturno mi porta a viaggiare sulle strade tortuose delle Ande ecuatoriane ed a raggiungere la capitale: Quito! Una sola notte, con la promessa di dedicarle il giusto Tempo per una dignitosa e rispettosa esplorazione, e mi ritrovo all’aeroporto internazionale con i brividi sulla pelle per la realizzazione dell’ennesimo Sogno nel Sogno che mi accingo a trasformare in Realtà. Negli anni, successivamente alla grande impresa realizzata dal mitico e inimitabile Carlo Taglia conosciuto come Vagamondo, è nata una sorta di moda tra i viaggiatori: non prendere l’aereo! Amo viaggiare via terra e nei mesi scorsi ho macinato chilometri sui bus di tutti i Paesi SudAmericani, e trovo stupido privarsi di visitare alcuni luoghi unici e meravigliosi custoditi dal nostro Pianeta per emulare qualcun’altro. Soprattutto rilegare nell’omologazione conformista, infettandola, la figura pura simbolo di Libertà Estrema: il Viaggiatore! In questi mesi lungo il cammino, ho incontrato qualche personaggio appartenente a questa frangia, e nonostante sia a favore del libero arbitrio, i diversi incontri mi hanno donato solamente un’infinita tristezza. Questi e una moltitudine di pensieri più nobili affollano la mia mente mentre sono seduto, posto finestrino, sul velivolo che in poche ore mi porterà alle isole Galapagos!

In Viaggio verso le Galapagos

L’isola di San Cristobal mi accoglie con un vento caldo, una quiete che profuma di Pace e Libertà e la massiva presenza dell’animale simbolo di Puerto Baquerizo Moreno, capitale delle Galapagos, il Lobo Marino! Mi perdo piacevolmente in tanta bellezza e mi raggiunge subito la consapevolezza che in questo luogo, più di qualsiasi altro già visitato, si sente forte e chiaro che siamo ospiti su questo Pianeta e purtroppo abbiamo dimenticato il nostro nobile compito che consiste nel salvaguardare tanta bellezza. Portati i miei libri a cospetto di tanta meraviglia vado alla scoperta delle spiagge vicine alla graziosa e colorata cittadina, nell’attesa del grande e profondo desiderio di scoperta che mi ha portato fin qui: visitare il Mondo Sommerso delle Galapagos

Isola di San Cristobal - Galapagos

Isola di San Cristobal - Galapagos

Le immersioni subacquee sono parte integrante di questo Giro del Mondo e dopo diverse esplorazioni delle profondità ricche di Vita Marina, arriva il momento di visitare uno dei siti di immersione iconico delle Galapagos: El Leon Dormido! Commercialmente conosciuto con il nome internazionale di Kicker Rock, quest’isola in mezzo all’Oceano Pacifico composta dai resti erosi di un antico cono vulcanico, inizia a sbalordire con le sue pareti verticali e a strapiombo che continuano sprofondando per centinaia di metri sotto il livello dell’Oceano, dove completano l’opera lasciando il subacqueo, che ha la fortuna e l’onore di immergersi in questo sito di immersione unico, letteralmente senza parole. Banchi di timidi Squali Martello aprono alla danza dei Lobos Marinos nelle grandi “Bait Ball”, volgarmente palle di pesce, che oscurano la luce del Sole, mentre leggiadre tartarughe nuotano tranquille contrastando le forti correnti oceaniche che rendono le immersioni leggermente impegnative. 

Nel Mondo Sommerso delle Galapagos

El Leon Dormido - San Cristobal

In compagnia delle forti emozioni, vissute sopra e sotto il livello del Mare, saluto con un arrivederci a presto l’Isola di San Cristobal e con un trasferimento di due ore a bordo di una lancia veloce che sembra assomigliare più a una lavatrice che a una barca, giungo all’Isola di Santa Cruz. Mi bastano poche ore per capire che i racconti ascoltati combaciano perfettamente con la realtà e oltre ad essere l’isola più turistica dell’arcipelago è anche la più sfruttata e trafficata. Il Viaggio continua con un altro trasferimento su una piccola barca sballottata dalle potenti onde oceaniche, per approdare dopo altre due ore di folle navigazione alla destinazione più attesa: l’Isola Isabela! 

Isola Isabela - Galapagos 

Oltre ad essere l’isola più grande è anche la più selvaggia delle tre isole principali di questo arcipelago unico. Puerto Villamil, il piccolo centro capoluogo dell’isola mi accoglie con strade sterrate e una lunga spiaggia selvaggia. L’Unione di sette vulcani ha dato vita a questo paradiso selvaggio dove la fanno da padrone copiosi gruppi di iguane che si mimetizzano sugli scogli lavici che arginano le onde oceaniche e interrompono l’infinita distesa bianca della spiaggia. L’Oceano assume un colore indefinito che spazia dal trasparente al blu indaco, è un piacere immergersi in tanta bellezza mentre sulla mia testa volano pellicani e piccoli stormi di Sule dai piedi azzurri. L’attrazione principale di Isabela è il sito di Los Tuneles. Un ecosistema di acqua bassa sotto costa composto da migliaia di tunnel di lava creatosi a seguito di diverse eruzioni vulcaniche. Un vero Paradiso sommerso da pochi metri di acqua, che si presenta cristallina, con un’abbondante e incredibile varietà di Vita Marina che spazia dalle tartarughe agli squali arrivando fino ai pinguini endemici delle Galapagos. Dopo questa grandissima esperienza che mi ha riempito il Cuore di Gioia, posso tranquillamente asserire che finora Los Tuneles è stato lo snorkeling più bello della mia Vita! 

Isola Isabela - Galapagos 

Pinguino a Los Tuneles - Galapagos 

Lunghe passeggiate sulla spiaggia aprono l’esplorazione del territorio limitrofo al capoluogo con una lunga pedalata che mi porta fino al Muro delle Lacrime, visitando diverse calette nascoste e lagune colorate, incontrando sul mio cammino una moltitudine di tartarughe giganti. Quest’ultime endemiche delle isole Galapagos, sono le tartarughe di terra con il carapace più piatto del Pianeta. Il loro lento vivere si sposa perfettamente con il momento presente che sto vivendo e mentre le osservo mangiare spinose e succose foglie di cactus, mi affiorano nella mente immagini familiari. In tutta questa selvaggia bellezza si erge, puntuale come l’eccezione che conferma la regola, la presenza di immondizia e plastica arenata sulla lunga spiaggia di sabbia corallina. Da anni è mia buona abitudine pulire spiagge e boschi vicino casa e in qualsiasi angolo del Pianeta che ho la fortuna di visitare. Dopo aver ripulito dalla plastica un ampio spazio di spiaggia, faccio una tremenda scoperta che mi lascia basito e senza parole: una bottiglietta di plastica con delle scritte cinesi sull’etichetta. Arrivato facilmente alla conclusione che non sia stata gettata da un incauto turista, ma abbia attraversato il Pacifico navigando trasportata dalle forti correnti oceaniche ed essendo a conoscenza dell’immensa isola galleggiante di plastica, sono sempre più convinto che soltanto Noi possiamo fare la differenza ed arginare questo scempio. Colgo l’occasione per rinnovare l’invito: facciamo un gesto nobile, inchiniamoci e raccogliamo la plastica e l’immondizia che troviamo sul nostro cammino. Collaboriamo nella salvaguardia del nostro bellissimo e unico Pianeta! Insieme possiamo farcela!

Tartaruga endemica delle Galapagos - Isola Isabela 

Bottiglietta Cinese alle Galapagos - Isola Isabela

L’esplorazione dell’arcipelago ricco di un’incredibile varietà di flora e fauna, che l’ha fatto eleggere come base di studio dell’origine della specie, continua con l’isola di Santa Cruz. La conferma delle sensazioni avute nelle sole due ore in cui avevo avuto modo di visitarla velocemente, vengono confermate. Le spiagge sono affollate, le strade trafficate e gli schiamazzi della folla rompono la pace assaporata nella vicina sorella Isabela. Per completare l’opera è anche l’isola con la maggior presenza di plastica e rifiuti che raggiunge l’apice nel porto turistico. Illuminati dalle luci blu del pontile, copiosi banchi di giovani squali pinna nera nuotano leggiadri cacciando piccole prede e disegnando una triste danza tra buste di plastica e immondizie varie. La scelta migliore per sfuggire da tutto questo caos è quella di rifugiarmi nel familiare Mondo Sommerso. Gran parte dei punti di immersione si trovano nella parte nord dell’isola, vicino all’aeroporto. Attraversandola a bordo di robusti pick-up lungo la strada che la taglia letteralmente in due, l’isola di Santa Cruz dona una visione più piacevole di Natura Selvaggia che rinfranca Anima e Corpo. Magnifiche immersioni e la presenza di un’abbondante Vita Marina contribuisce a donare una vibrazione positiva e apre all’esplorazione del sito più famoso dell’isola: Gordon Rocks! Famoso per essere un santuario degli Squali Martello, ricorda per la conformazione geologica El Leon Dormido di San Cristobal: è composto dai resti di un antico cono vulcanico! Immersioni in corrente, con una visibilità non sempre ottima, regalano la spettacolare danza di molteplici specie di squali, una moltitudine di tartarughe marine e nuvole di pesci tropicali coloratissimi. Durante la sosta di superficie tra le immersioni ci fanno compagnia giocosi Lobos Marinos e timide Sule dai piedi azzurri che riposano, riscoprendo di escrementi, le scure rocce laviche delle isole. Gordon Rocks è tra i siti di immersioni più noti delle Galapagos e non potevo certo perdermi l’occasione di immergermi in questa parte di Mondo Sommerso! Con due indimenticabili immersioni nel mezzo di una quantità pazzesca di Vita Marina, chiudo soddisfatto l’esplorazione del Mondo Sommerso custodito dall’arcipelago delle Galapagos! 

Gordon Rocks - Isla Santa Cruz Galapagos

Sule dai piedi azzurri - Isla Santa Cruz Galapagos

Gordon Rocks - Isla Santa Cruz Galapagos

Trascorro in totale relax gli ultimi giorni in questo luogo che ho sognato di visitare per anni. Dopo una lunga camminata per raggiungere la famosa Tortuga Bay, che trovo invasa da centinaia di persone, e la visita al Centro di Ricerca Charles Darwin; con un trasferimento di due ore, stavolta tranquillo e baciato dal sole, torno all’isola di San Cristobal. Il tempo di un pasto veloce e zaino in spalla raggiungo a piedi l’aeroporto. Superati i controlli di rito, attendo con il sorriso sulle labbra di tornare a Quito per riposare e continuare l’esplorazione della terra ecuatoriana. Mentre l’aereo decolla e vira per mettersi in rotta, chiudo gli occhi e sento una immensa e profonda pace nel Cuore. Quella pace che solo la soddisfazione, di aver realizzato l’ulteriore Sogno nel Sogno in questo Viaggio unico intorno al Pianeta, può donare. 

 Tortuga Bay - Isla Santa Cruz Galapagos

 Volo di rientro dalle Galapagos

Dopo qualche giorno di totale riposo nella capitale, in cui mi dedico a soddisfare anche il palato con deliziosi pasti italiani, vado alla scoperta delle bellezze celate da Quito. Mi perdo nel vociare colorato del centro storico di questa città che a differenza di molte capitali del SudAmerica ha mantenuto intatto lo stile coloniale. Visito la Vergine del Panecillo per avere uno sguardo integrale dall’alto, la Basilica del Voto Nacional che stupisce con l’affascinante stile gotico e la Mitad del Mundo: il monumento nazionale più importante che segna la linea dell’Equatore. Con un piede e un libro nell’Emisfero Australe e l’altro piede e l’altro libro nell’Emisfero Boreale, festeggio con una gioia infinita il percorso che da Ushuaia, estremo sud del Pianeta, mi ha condotto fino alla linea dell’Equatore. Ho attraversato mezzo Mondo e adesso continuerò a Viaggiare ed esplorare l’altra metà restante.

Plaza San Blas - Quito

Plaza de San Francisco - Quito

Vergine del Panecillo - Quito

Basilica del Voto Nacional - Quito

Mitad del Mundo - Quito

La sete di esplorazione, soprattutto il desiderio di abbandonare la città per tornare tra le braccia di Madre Natura, mi porta a Mindo. Questa località magica rappresenta l’incontro di due ecoregioni più biologicamente diverse nel Mondo: le pianure di Chocoan e le Ande Tropicali. La valle incantata di Mindo è una zona ricca di torrenti, cascate e una varietà di fauna e flora pazzesca. Totalmente immerso nella Natura Selvaggia, con il sottofondo musicale donato dal cinguettio di diversi uccelli tropicali e il vibrare delle cicale, mi fondo con il flusso eterno dell’acqua fredda e pura che salta tra le rocce levigate sprigionando una potente energia. La visita del Mariposario, un santuario delle farfalle, mi dona energia colorata che completa l’opera iniziata dal verde smeraldo della vegetazione. Il mio Cuore di allinea al battito delle ali di centinaia di farfalle e qualche esemplare si posa spontaneamente sulle mie mani donandomi un’emozione unica.

Parque Central - Mindo

Foresta Pluviale - Mindo

Cascata Reserva Las Tangaras - Mindo

Mariposario - Mindo

L’esplorazione continua e mi porta a Latacunga, una città situata nel centro geografico dell’Ecuador, in una posizione strategica per “prendere due piccioni con una fava”. La visita alla Laguna Quilotoa e il relativo cammino ad anello lungo tutta l’estensione di questo vulcano attivo, ma attualmente ricoperto da ettolitri di acqua, si presenta un’impresa piuttosto difficile per via del percorso poco praticabile e del forte vento che tende a buttarmi giù dalle ripide pareti di colore scuro. Il Sole che gioca a nascondino tra le nuvole, dona intermittente il giusto sollievo che mi aiuta a portare a termine l’impresa iniziata di buon’ora al mattino, mentre mette in risalto il colore delle acque verde smeraldo apprezzabili da un’altezza che sfiora i 4000 metri sul livello del Mare. 

Laguna Quilotoa

Il vulcano Cotopaxi è il più rinomato e famoso tra le decine di coni brontolanti dell’Ecuador e visitare questo paese unico senza salire sulle ripide pareti laviche per fargli un doveroso inchino rappresenta una vera mancanza. Sfidando un vento potente e glaciale giungo fino al ghiacciaio a 5000 metri sul livello del Mare, che rappresenta il limite massimo raggiungibile per restare in sicurezza, in quanto il vulcano è attivo ed è vietato raggiungere la bocca del cratere. Alzo le mani in segno di vittoria e mi commuovo profondamente perché nel profondo del mio essere so cosa significa aver vinto l’ennesima sfida con me stesso. La scalata a questo vulcano dalla classica forma conica, dal quale è possibile ammirare un panorama mozzafiato e avvistare altri maestosi vulcani, segna la fine dell’esplorazione delle vette andine iniziata mesi fa nel Nord del Cile. Ho portato il mio corpo ad altitudini inimmaginabili e inconsapevolmente l’ho sottoposto a un gran test di resistenza. Respiro profondamente e sorrido a me stesso mentre sorseggio una cioccolata calda all’interno del rifugio José Rivas situato a un centinaio di metri più in basso della vetta raggiunta.

Ghiacciaio - Vulcano Cotopaxi

Vulcano Cotopaxi

L’immensa varietà di paesaggi e luoghi da scoprire contenuta in questa piccola nazione, mi lascia senza parole ancora una volta quando la mia vista si apre alle meraviglie custodite da Bańos de Aqua Santa. Questa piccola cittadina immersa del verde, comunemente conosciuta come Bańos, può essere considerata la sorella maggiore di Mindo. Torrenti e cascate raggiungono il culmine della potenza sprigionata da Madre Natura quando ci si trova al cospetto del Pailón del Diablo.

Parque la Basilica  - Bańos

Cascata Pailón del Diablo - Bańos

Il soggiorno trascorre serenamente sotto la vigile presenza del vulcano Tungurahua che ammiro in tutta la sua maestosa bellezza mentre dondolo lanciandomi nel vuoto sull’altalena della Fine del Mondo della Casa sull’Albero.

Casa sull'Albero - Bańos

L’infinito desiderio di scoperta mi porta a Puyo per esplorare la foresta Amazzonica Ecuatoriana. Dopo aver visitato il Parco Nazionale del Manu in Perù, mi perdo nella ricca vegetazione della parte amazzonica ecuatoriana godendomi un bagno rigenerante sotto una cascata. In compagnia di un nativo esploro la foresta vergine mangiando termiti e piante trovate lungo il cammino aperto a colpi di macete e bevendo dai bambù e dalle liane. Con una fascia di liane intrecciate sulla fronte, mi immergo totalmente nella vita dei nativi cogliendo un grande insegnamento: Madre Natura è Pura Abbondanza! Illudendoci di esserci evoluti corriamo spediti verso la peggiore delle involuzioni, senza renderci conto di aver perso le nostre radici profonde ed essenziali nel frenetico vivere moderno. L’essere umano aspira a diventare un robot denigrando e denominando selvaggi i popoli ancora fortemente connessi alla Pachamama. Fare questa profonda esperienza nel Cuore dell’Amazzonia mi ha donato ancor più consapevolezza e ricordato di cosa ha bisogno la mia Anima.

Cascata - Puyo

Foresta Amazzonica - Puyo

Qualche bus e diverse ore di Viaggio mi hanno portato lontano dalla Selva e ancora una volta vicino al Cielo facilmente ammirabile dalle Ande. Otavalo è una ridente cittadina inebriata dall’energia e i colori dei nativi andini, circondata dalle alte vette dei vulcani Imbatura, Cotacachi e Mojanda. La Capitale interculturale dell’Ecuador è nota per la produzione tessile e la bellezza paesaggistica oltre ad ospitare il mercato artigianale più grande del SudAmerica. Come accaduto altre volte durante questo lungo Viaggio, senza saperlo, Otavalo mi accoglie nel pieno della sua commemorazione annuale principale: la Festa del Yamor. Canti e Balli tradizionali uniti alla gioia di festeggiare dei nativi sprigionano un’energia unica e contagiosa alla quale è difficile resistere. Mi godo la festa nella grande piazza gremita di persone per l’occasione e festeggio mangiando cibo in strada e brindando con una birra Club gelata. 

Parque Simon Bolivar - Otavalo

Festa del Yamor - Otavalo

Nei giorni seguenti vado alla scoperta delle bellezze naturalistiche custodite dal territorio limitrofo a Otavalo e dopo aver raggiunto e goduto della Cascata del Peguche giungo al cospetto della magnifica Laguna Cuicocha. Questo lago craterico mi lascia senza parole e affascina per la particolarità di avere due verdi e grandi isole posizionate nel mezzo. Camminare lungo tutta sua circonferenza è molto piacevole e sicuramente più rilassante del percorso effettuato sull’anello della Laguna Quilotoa, nonostante gli impegnativi dislivelli da affrontare per giungere la massima altitudine di 4000 metri sul livello del Mare.

Cascata del Peguche - Otavalo

Laguna Cuicocha

Il soggiorno a Otalavo si prolunga per il desiderio di riposare ancora un po’ dolcemente cullato tra le braccia di Pachamama e per la solita malinconia che mi assale ogni volta che mi accingo a oltrepassare una frontiera e salutare definitivamente la nazione di turno che mi ha donato tante emozioni indimenticabili. Alla vigilia della ricorrenza mensile dell’inizio di questo lungo Viaggio intorno al Mondo, che amo ricordare e festeggiare, una serie di bus e diverse ore mi hanno portato al confine Nord dell’Ecuador e alla soglia della nuova nazione da scoprire. 

Frontiera Ecuador - Colombia

Zaino in spalla, con un sorriso smagliante e il Cuore ricolmo di vibrazioni positive e ricordi indelebili, immerso in un caotico andirivieni, attraverso il ponte e l’invisibile frontiera disegnata su mappe e atlanti geografici, lasciandomi alle spalle l’Ecuador ed entrando ufficialmente nell’ottavo stato di questa Zingarata in Solitaria: la Colombia!

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